{"id":8407,"date":"2020-12-04T14:03:30","date_gmt":"2020-12-04T13:03:30","guid":{"rendered":"https:\/\/padreazul.com\/blog\/i-giocatori-di-padre-erika-sangeado\/"},"modified":"2026-10-27T22:29:48","modified_gmt":"2026-10-27T21:29:48","slug":"padre-players-erika-sangeado","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/padreazul.com\/it\/blog\/padre-players-erika-sangeado\/","title":{"rendered":"Padre Players: Erika Sangeado"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa rende Padre Azul cos\u00ec speciale? Innanzitutto il tempo che dedichiamo al nostro tequila: tempo per crescere, per evolversi, per riposare. Ma altrettanto importanti sono <strong>le persone che ci stanno dietro<\/strong>. Padre Azul non sarebbe la stessa senza il nostro team appassionato, la nostra famiglia Padre. Con la loro esperienza e la loro passione, ognuno dei nostri collaboratori contribuisce a renderci ci\u00f2 che siamo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo particolarmente orgogliosi di avere nel nostro team una maestra distillatrice di grande talento: <strong>Erika Sangeado<\/strong>. In questa professione le donne sono rarissime: <strong>in tutto il mondo le maestre distillatrici si contano sulle dita di una mano.<\/strong> Ma Erika non si lascia certo intimidire, anzi. Segue la sua strada, come ha sempre fatto. Con la sua competenza, la sua dedizione e il suo inconfondibile senso della qualit\u00e0, crea le basi per un tequila straordinario. E con la sua immensa positivit\u00e0 e la sua forza incredibile \u00e8 una vera ispirazione per tutti noi, ancora di pi\u00f9 perch\u00e9 la sua vita \u00e8 stata tutt\u2019altro che facile. <strong>Siamo orgogliosi di presentarti Erika Sangeado, la nostra maestra distillatrice.<\/strong><\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/padreazul.com\/uploads\/IMG_3777-min.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><\/strong><strong>In realt\u00e0 Erika aveva progetti ben diversi\u2026<\/strong><\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nostra talentuosa maestra distillatrice, infatti, \u00e8 laureata in ragioneria e revisione contabile. Durante gli studi all\u2019ITESO, l\u2019universit\u00e0 gesuita di Guadalajara, lavorava come assistente contabile e al momento della laurea ricopriva gi\u00e0 un ruolo dirigenziale. <strong>\u201cHo avuto la fortuna di studiare e vivere con persone di successo, entusiaste, positive, creative e piene di talento. Avevamo tantissimi sogni, piani e progetti per il futuro!\u201d<\/strong>. La vita era piena di possibilit\u00e0 entusiasmanti ed Erika stava per coglierle tutte. I suoi sogni pi\u00f9 grandi erano studiare all\u2019estero e avviare un\u2019attivit\u00e0 tutta sua. Ma prima si \u00e8 lanciata in un altro grande progetto: un Master in Business Administration. Poi, per\u00f2, le cose sono andate diversamente\u2026<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un attimo che cambia tutto<\/strong><\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva iniziato il master da pochi mesi quando, all\u2019improvviso, tutti i suoi sogni sono andati in frantumi. <strong>\u201cEra una domenica. Le vacanze di Pasqua erano appena cominciate ed ero uscita a pranzo con gli amici. Mentre tornavo a casa, \u00e8 successa una cosa terribile. In una frazione di secondo, la vita che conoscevo \u00e8 cambiata per sempre. Ho avuto un incidente gravissimo. Tutti i miei successi, i miei progetti, i miei castelli in aria\u2026 Tutto \u00e8 andato in mille pezzi.\u201d<\/strong> Dopo diversi giorni di coma, Erika si \u00e8 risvegliata in una nuova realt\u00e0: attaccata a un respiratore, con 17 ossa rotte, tra cui una frattura scomposta pluriframmentaria dell\u2019anca. D\u2019un tratto ha dovuto lottare per cose che fino ad allora aveva dato per scontate. <strong>\u201cLottavo per la mia vita. Quando hanno chiesto a mio padre il consenso per amputarmi la gamba, lui si \u00e8 rifiutato. I medici gli hanno spiegato che, senza l\u2019amputazione, sarei potuta morire. Ma mio padre non ha mai perso la speranza. Si \u00e8 rifiutato di firmare e ha supplicato i medici di fare tutto il possibile per salvarmi la gamba. Ero gi\u00e0 in sepsi quando mi hanno riportata in sala operatoria.\u201d<\/strong> All\u2019intervento sono seguiti altri giorni di coma. E poi \u00e8 successo ci\u00f2 che i medici ritenevano impossibile: hanno salvato la gamba di Erika.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/padreazul.com\/uploads\/43.webp\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una seconda possibilit\u00e0<\/strong><\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una situazione del genere, reagire con rassegnazione o amarezza sarebbe del tutto naturale. Ma non \u00e8 nello stile di Erika. <strong>\u201cQuando ho riaperto gli occhi per la prima volta dopo quel terribile incidente, il mio primo pensiero \u00e8 stato: ho avuto una seconda possibilit\u00e0! Una possibilit\u00e0 di vivere!\u201d<\/strong>. Dopo due mesi e mezzo di terapia, Erika ha potuto finalmente tornare a casa. Ma niente sarebbe pi\u00f9 stato come prima. <strong>\u201cHo dovuto reinventarmi da capo. Ero piena di speranza: dovevo sopravvivere, accettare la sfida che avevo davanti e fare pace con ci\u00f2 che la vita mi chiedeva. Dovevo fermarmi, prendermi un momento e imparare di nuovo a camminare. Sono rinata, davvero!\u201d. <\/strong>In quel periodo fatto di dolore e duro lavoro ha capito una cosa: <strong>\u201cTutto dipende dal tuo atteggiamento. Il dolore non se ne va se ti lamenti, anzi. Certo che fa male. Tantissimo, a dire il vero. Ma una cosa voglio dirla chiaramente: pi\u00f9 fa male, pi\u00f9 impariamo. Fai un respiro profondo e vai avanti. Non arrenderti mai! Prima o poi tutto passa. Anche questo dolore incredibile. Le cose miglioreranno.\u201d<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece di commiserarsi, Erika provava una gratitudine infinita: <strong> \u201c\u00c8 incredibile come all\u2019improvviso ti rendi conto di quanto sia importante la salute, di quanto sia meraviglioso avere una famiglia, sentire il sole sulla pelle, poter camminare ed essere circondata dall\u2019amore. D\u2019un tratto provi una gratitudine immensa per tante cose che spesso diamo per scontate.\u201d<\/strong><\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><\/strong><strong>Un nuovo inizio<\/strong><\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Superato il peggio, Erika ha iniziato a cercare lavoro, con le stampelle e ancora molto dolorante. E ha trovato ci\u00f2 che cercava. <strong>\u201cUna cosa mi \u00e8 diventata chiarissima: la maggior parte dei limiti esiste solo nella mia testa. Io non sono la mia disabilit\u00e0. Sono sempre Erika, una laureata preparata e qualificata, e sono brava in quello che faccio!\u201d<\/strong>, racconta. In seguito Erika ha fatto il grande passo e si \u00e8 messa in proprio insieme alla sua famiglia. Dieci anni dopo l\u2019incidente, per\u00f2, la protesi transfemorale ha cominciato a darle sempre pi\u00f9 problemi. Cos\u00ec ha dovuto lasciare il suo ruolo e sottoporsi a una serie di interventi: 25 fino a oggi, e la fine non \u00e8 ancora in vista.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La nuova grande sfida<\/strong><\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio quando tutto sembrava finalmente andare per il verso giusto, la vita ha messo Erika di fronte a una nuova grande sfida: una diagnosi di cancro. Ancora una volta sono stati il suo atteggiamento positivo, il suo spirito combattivo e il sostegno di familiari e amici ad aiutarla a farcela: <strong>\u201c\u00c8 successa una cosa magica: la mia famiglia, i miei amici, persone che non mi conoscono, gente da tutto il paese e da tutto il mondo\u2026 tantissime persone mi hanno incoraggiata e sostenuta, e alcune mi hanno perfino offerto un aiuto economico. C\u2019era cos\u00ec tanta energia positiva che la sentivo letteralmente. \u00c8 stato semplicemente meraviglioso. Qualcuno mi ha detto che avevo gi\u00e0 superato di peggio. All\u2019inizio ho pianto. Poi ho fatto un respiro profondo. E ho accettato quello che veniva dopo: l\u2019intervento, la chemioterapia, la perdita dei capelli, la radioterapia.\u201d<\/strong><\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tutto \u00e8 possibile, tutto \u00e8 una questione di atteggiamento, una questione di fede<\/strong><\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine sono le piccole cose a fare la differenza: Erika non ha alcun dubbio. Cos\u00ec, mentre era lei stessa in terapia, si ritrovava a incoraggiare gli altri pazienti e a tirarli su con il suo sorriso, pur essendo debolissima e con pochissime energie. A differenza di tanti altri, non ha mai nascosto la testa senza capelli. Quando gliene chiedevano il motivo, mostrava con orgoglio le sue innumerevoli cicatrici e spiegava che \u00e8 impossibile vivere nella paura e che tutto sta nel capire che cosa un\u2019esperienza del genere debba insegnarti. <strong>\u201cSembra una vita tragica, vero? E invece no, non lo \u00e8! \u00c8 stata dura? S\u00ec, decisamente. Ma \u00e8 stata anche bellissima.\u201d<\/strong><\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/padreazul.com\/uploads\/IMG_3213-min.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Erika e Padre Azul<\/strong><\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lotta di Erika contro il cancro \u00e8 durata un anno. Ma alla fine ha vinto lei. E subito dopo l\u2019aspettava un\u2019avventura tutta nuova: insieme a Padre Azul si \u00e8 lanciata in un viaggio nel mondo del tequila. Chi ha avuto il piacere di conoscere Erika non si stupir\u00e0 di sapere che in pochissimo tempo \u00e8 riuscita ad accumulare un bagaglio di conoscenze impressionante. Ha cominciato come appassionata di tequila, \u00e8 diventata un\u2019intenditrice e infine maestra distillatrice. (E nel frattempo, tra l\u2019altro, ha conseguito anche un diploma in logistica, import ed export.)<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa ama di pi\u00f9 del suo lavoro?<\/strong><\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> Con Padre Azul pu\u00f2 condividere la magia del suo Paese, il Messico, con persone di tutto il mondo. E con noi ha potuto realizzare anche un sogno coltivato a lungo: viaggiare all\u2019estero. <strong>\u00abLa mia vita non \u00e8 stata facile. Ma sono immensamente grata per quei 23 anni in pi\u00f9 che mi sono stati regalati. La vita pu\u00f2 essere fantastica!\u00bb<\/strong>. <strong>E anche noi siamo grati: grati per Erika e perch\u00e9 ha scelto di entrare a far parte della nostra famiglia Padre!<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa rende Padre Azul cos\u00ec speciale? 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